Dal libro “Il primo cinquantennio” di Padre Roberto Lecchini

Un vecchio aforisma, che abbiamo udito sino dalle scuole elementari, ci insegna che una inesplicabile fatalità sembra aver condannato le cose belle e preziose ad essere desiderate quando mancano ed essere poi deprezzate quando sono facilmente a disposizione dei mortali.
A questa riflessione ritorno insistentemente quando considero la sorte del nostro Asilo Infantile.
Mi consta infatti che, quando nella nostra Parrocchia mancava questa provvida istituzione a vantaggio dell’infanzia, da ogni parte era invocata come una necessità improrogabile ed era una tormentosa preoccupazione del Parroco.
E conosciamo attraverso a quali sacrifici finanziari il nostro Asilo sia diventato una realtà. Ed ora che l’Asilo stesso ci si presenta in una magnifica sede e funziona in una forma encomiabile sotto ogni riguardo, sembra davvero condannato, se non ad essere del tutto ignorato, a non essere perlomeno sufficientemente apprezzato. Ne viene di conseguenza inevitabile che economicamente la vitalità dell’Asilo si risolve ad ogni fine mese in un deficit preoccupante, che deve venire colmato dal Parroco con sacrifici che potrebbero dirigersi vantaggiosamente verso altri settori della vita parrocchiale. D’altra parte tale deplorabile disinteressamento finisce anche col deprimere l’animo tanto volonteroso del personale dell’Asilo, il quale, se avesse la fortuna di constatare come realmente le famiglie seguono con interesse riconoscente la sua opera intelligente, coscienziosa, affettuosa a vantaggio dei piccoli, troverebbe in una troppo meritata soddisfazione uno stimolo a durarla con più gioia nel sacrificio di tutti i giorni.
Mi pare che nei riguardi del nostro Asilo la Parrocchia di S. Antonio debba modificare alquanto il proprio comportamento.
Mi permetto quindi di ricordarvi che prima di tutto l’Asilo infantile va apprezzato. Se è vero infatti che in linea teorica una istituzione del genere è sempre degna della stima dei benpensanti, è pur vero che nel caso concreto il nostro Asilo vi si presenta con tutte le carte in regola per essere apprezzato nell’opera che da trent’anni va esplicando a vantaggio dell’infanzia di una metà di Salsomaggiore. È con orgoglio legittimo che noi possiamo affermare che la sua sede, il suo personale, il suo metodo didattico, i suoi programmi, i suoi profitti hanno incontrato l’approvazione di ripetuti controlli da parte delle superiori autorità scolastiche. E, d’altra parte, è stata sempre unanime la constatazione dei vantaggi incalcolabili che i piccoli alunni hanno riportato per la loro formazione religiosa, morale, civile e intellettuale. All’opera di ordine morale e intellettuale il nostro Asilo ha aggiunto la sua opera di assistenza materiale offrendo gratuitamente, con l’appoggio degli aiuti internazionali, la refezione meridiana a una gran parte degli alunni.
Apprezzare l’opera dell’Asilo infantile è dunque questione di intelligenza e di coscienza.
In secondo luogo le famiglie devono approfittare dell’esistenza dell’Asilo per farlo frequentare dai loro piccoli. E sarà utile, a proposito, tener presente che il nostro Asilo non è semplicemente una sala di custodia di bimbi in questa o in quella circostanza in cui le mamme siano impegnate fuori di casa, ma è una scuola vera e propria, la cosiddetta Scuola Materna, che quindi ha i suoi regolari programmi i quali, per essere realizzati con vantaggio degli alunni, hanno bisogno di una continuità di frequenza da parte degli alunni stessi.
Finalmente l’Asilo infantile va aiutato con generosità perché ne ha realmente bisogno.
Che il bilancio della nostra Scuola Materna, nata e operante nel centro di una Parrocchia numerosa, generosa di cuore senza potersi dire molto ricca, profonda milioni per scopi che non potrebbero qualificarsi di prima necessità, ci sembra un assurdo. Che poi al disavanzo del bilancio debba sempre e solo provvedere il Parroco, privo di rendite beneficiarie o di altri proventi e sempre impegnato nella risoluzione d’ altri problemi importantissimi e improrogabili della vita parrocchiale, mi sembra una ingiustizia.
Ho interessato in favore della deficitaria situazione del nostro Asilo le Signore della Conferenza di S. Vincenzo, le quali, già tanto benemerite nel campo della beneficenza parrocchiale, hanno promesso di dare il loro appoggio, almeno morale, agli sforzi che andiamo compiendo per rendere meno gravosa e più efficiente la vitalità di questa nostra istituzione. Speriamo nell’opera solerte e generosa delle ottime signore.
Resto in attesa.

Il Parroco

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