Dal libro “il primo cinquantennio” di Padre Roberto Lecchini

Il Padre Pasquale veniva sostituito dallo scrivente, che, eletto da S. E. Rev..ma Mons. Vianello, il 30 Agosto 1937, entrava in parrocchia la domenica 12 Settembre dello stesso anno.

Il programma che il nuovo Parroco prefisse alla propria attività, venne affidato alle pagine del bollettino parrocchiale, dallo stesso parroco  richiamato a vita nell’ottobre 1937, e inviato alle ottocentotrentasette famiglie della parrocchia.

Lo stesso Parroco lo trascrive su queste pagine, mentre assicura i lettori   della sua parrocchia che   l’amore da cui fu ispirato non venne mai   meno e che la decisione   di realizzarlo restò perfettamente immutata fino all’ultimo giorno che restò parroco   a Salsomaggiore.

       Miei cari fratelli,

La parola di saluto che io ho rivolto al carissimo popolo di   S. Antonio al mio ingresso in parrocchia, non è arrivata all’orecchio di tutti Voi, perché, se tutti, come ho motivo di sperare, eravate in spirito attorno al Vostro Pastore, non tutti in quel   mattino eravate fisicamente presenti nel nostro bel Santuario.

È perciò che, nel grande desiderio di avvicinare e beneficare   le Vostre anime, affido la mia parola alle pagine di questo bollettino che oggi per la prima volta viene alle vostre case con la   promessa di ritornarvi ad ogni principio di mese quale angelo   di verità e di amore cristiano.

Presentandomi a Voi, quale pastore delle anime Vostre,   devo dirvi che invano cerchereste in me la genialità, profondità,   luce, di quelle intelligenze privilegiate che come aquile volano  al di sopra dei comuni mortali; invano mi domandereste la   vastità di cultura scientifica, la tempra vigorosa e tenace di   quegli spiriti organizzativi che scuotono e trascinano sempre alle   mete insperate; in me non avete nemmeno il collaudo di lungo   e fruttuoso apostolato che vi dia garanzia per l’avvenire.

Ma in me troverete un grande amore per tutti e per ciascuno di Voi.  

Dal giorno che vi ho saputi affidati alle mie cure sacerdotali, Vi ho accolto tutti nel cuore.  

E in nome di questo amore ho preso possesso delle Vostre   anime, resterò con Voi, prenderò parte tanto ai vostri dolori sforzandomi di consolarvi col balsamo della parola sacerdotale   resa efficace da una particolare grazia di Cristo, come alle Vostre gioie per sublimarle e renderle sacre. Renderò figli di Dio i Vostri figli e all’ombra del nostro bel Tempio li incamminerò per la via della rettitudine cristiana, perché siano conforto della   vostra vecchiaia, gloria della Chiesa, vita e forza della Patria. Visiterò i Vostri ammalati portando loro la benedizione di Dio. Farò volentieri quel pochissimo che è e sarà in mio potere per sollevare anche le miserie materiali di chi soffre.   

Tutto vi proverà che vi porto nel cuore. Anche quando la   mia voce dovrà levarsi in tono severo a bollare il disordine pubblico o privato e a protestare contro l’abuso conculcante i sacrosanti inviolabili diritti di Dio, anzi allora più che mai, Vi proverò che Vi amo.

In nome di questo amore mi accingerò a realizzare il mio   programma di portare Dio alle Vostre anime e le vostre anime a Dio;  

Avrò un sol proposito: diffondere in mezzo a Voi il regno   di Cristo nella fiamma della carità e nella luce della fede; una   unica ambizione: sapervi incamminati sulla via delle leggi cristiane; un ‘unica preoccupazione: difendere la Vostra anima, e   singolarmente l’innocenza dei Vostri figli, dalla voracità   immonda di lupi rapaci e dall’opera nefasta e sovvertitrice di   quei nemici del bene i quali, oggi più che mai, vanno intensificando la loro battaglia per la rovina dell’ordine e della morale.   

Mentre aspetto l’impulso per opera tanto vasta ed ardua da   quella grazia che Cristo ha assicurato a tutti gli apostoli che nel   suo nome evangelizzano la terra, e mentre pongo tutta la mia   fiducia nella materna assistenza della Vergine Immacolata,   confido pure moltissimo nella Vostra valida e volonterosa cooperazione e specialmente nella cooperazione di quella Azione   cattolica, che voglio in tutta la sua operante e organizzata vitalità nella cooperazione di quel Terzo Ordine Francescano che,   se fu ed è inculcato dai sommi Pontefici, deve essere più che   mai voluto da un figlio del Serafico Padre.  

Le pagine scritte nella storia della Chiesa da questa provvidenziale Istituzione, sono garanti di quanto ancora potrà fare   per la rigenerazione morale del mondo in avvenire.

Alla totale dedizione della mia attività al bene delle Vostre   anime corrisponderà, ne sono sicuro, la Vostra piena e incondizionata fiducia, la Vostra docile e rispettosa obbedienza ed   il Vostro compatimento; sì, anche il Vostro compatimento, poiché, se da una parte sono moltissime le responsabilità che   gravano sopra del Sacerdote deputato a cura di anime, d’altra   parte totalmente in lui, come in tutti gli uomini, perdura la legge   del peccato.  

Da Voi attendo pure, con la Vostra efficace cooperazione   spiegata in mezzo alle Vostre famiglie e conoscenze per mezzo   dell’apostolato della parola e dell’esempio, anche la Vostra incessante preghiera presso il Cuore di Dio da cui ha origine ogni dono perfetto.
E le benedizioni del cielo non mancheranno!  

E da questa Parrocchia, come da un terreno di predilezione, matureranno i frutti copiosi di bene, ricchezza e gloria della   nostra e future generazioni.   

Anche per noi esulterà il cuore della madre Chiesa e la Patria calma e sicura affronter

à i suoi destini.  

   Vostro aff.mo

P. ROBERTO LECCHINI
Parroco di S. Antonio

Tra le opere più importanti portate a compimento negli anni   1938-39 si possono notare: Portone della chiesa (L. 1.100), decorazione delle cappelle (L. 2.400), costruzione dell’altare in  marmo del Sacro Cuore e completamento di quello della Immacolata (L. 3.750). Altare di S. Giuseppe (L. 5.600), Altare di  S. Francesco (L. 5.600). Le spese furono sostenute con l’aiuto di diversi offerenti tra i quali doveroso ricordare: Sorelle Zancarini che offrirono L. 2.900 per l’Altare del Sacro Cuore, famiglia Vitali che offrì L. 1.800 per l’altare di S. Giuseppe, Signora Maria Micheli ved. Sozzi che offrì L. 4.000 per l’altare di S. Francesco con l’obbligo da parte nostra di celebrare una S. Messa ogni mese per la stessa Signora, sua vita natural durante. Notiamo pure un nuovo congegno in ferro per il manovramento delle campane che importa L. 3.000.

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