Dal libro “Il primo cinquantennio” di Padre Roberto Lecchini

La Casa di Riposo dei poveri vecchi è in costruzione.
Lo annuncio a tutti voi che amate i fatti più delle parole: lunedì giorno undici di marzo, dopo la celebrazione della santa Messa che celebrerò allo scopo di assicurarmi l’aiuto di Dio, della Madonna Santissima e di S. Antonio, inizieremo i lavori di costruzione di quella che da oggi in poi, non chiameremo più ricovero, ma bensì CASA Dl RIPOSO DEI POVERI ANZIANI.
Prima di accingermi all’ardua impresa ho ben ponderato da una parte la mia pochezza e dall’altra l’infinità di ostacoli che le critiche circostanze dell’ora gettano sul mio cammino. E ho deciso tuttavia di dar mano all’opera, perché ho sentito vicino a me l’assistenza divina e la fattiva comprensione delle anime generose, che non mancano neppure a Salsomaggiore.
Con quest’opera nostra noi vogliamo ancora una volta provare che il fuoco di carità acceso nel mondo venti secoli or sono dal Cristo fiammeggia ancora nelle anime del ventesimo secolo. E per quest’ opera eminentemente cristiana la nostra Parrocchia, che rappresenta la parte più povera di Salsomaggiore, potrà dire oggi e domani a tuti gli sfruttatori e gaudenti che per compiere opere generose non è necessario possedere dei gonfi portafogli, ma dei cuori grandi e delle idee cristianamente nobili e sublimi.
Voi tutti che avete già deciso di seguirmi nel mio cammino e di appoggiarmi, nei limiti consentiti dalla vostra povertà, nella mia opera, affermerete davanti alla storia della nostra città che nel 1946 a Salsomaggiore non vivevano solo degli egoisti rinchiusi nella cerchia ristretta del loro interesse personale, ma anche degli spiriti superiori animati dal più puro altruismo cristiano; che non c’era solamente una turba famelica di sporche gioie che brulicava nei teatri e nelle sale da ballo, ma anche degli esseri umani assetati dalla brama di spargere gioia dove imperversava il dolore; che non imperava solamente l’odio che rende i fratelli assassini dei fratelli, ma dominava anche l’amore che santifica i palpiti del cuore; che di fronte alle opere del male non mancavano le opere del bene; che di fronte al vuoto superficialismo di chi non sa dispensare altro che gentili parole, non mancò l’opera feconda della vostra carità che, in una espressione di gentilezza angelica, seppe offrire a chi languiva nello squallore ghiacciato del più triste abbandono il conforto del tepore di una casa ridente e palpitante di cuori accoglienti.
La casa di riposo dei poveri anziani sta sorgendo dalle fondamenta scavate nella profondità dei vostri cuori, o generosi di Salsomaggiore.
E i vostri cuori sapranno dare irresistibile impulso alle mura sorgenti da una terra feconda.
Il prossimo numero di questo giornale è ansioso di accogliere nelle sue colonne i nomi dei generosi che, primi, hanno portato calce e mattoni alla casa dei poverelli di Cristo.
Amici, una sola cosa al mondo ha un valore: l’amore.
L’amore che dona, l’amore che terge una lacrima, l’amore che al fratello sa rendere bella la vita circondandola di affetto anche quando essa declina al tramonto ricordando a chi è stanco di vivere che, se le tenebre della notte seguiranno il tra-. monto del giorno, ben presto in cielo brilleranno le stelle.

La Casa di Riposo sta diventando un fatto compiuto
Con ritmo lento, ma deciso continuano i lavori di costruzione della Casa di riposo dei nostri cari anziani.
Davanti a questo fatto gli ingenui potrebbero essere indotti a strane supposizioni, come quella che noi fossimo di punto in bianco diventati padroni di una qualche miniera peruviana.
Eh no, signori cari: le opere di Dio hanno ben altre basi di lancio e sono investite di ben altre energie fuori di una miniera del Perù o di un biglietto vincitore alla corsa dei milioni.
Noi restiamo sempre i poveri figli di S. Francesco che di null’altro si gloriano fuori della loro volontaria povertà.
Se i muri continuano a salire, come se avessero la nostalgia dall’alto, ciò è dovuto al fatto che noi crediamo fermamente che l’opera nostra sia voluta da Dio e perciò dalla di Lui Provvidenza attendiamo i necessari aiuti.
In questa fiducia operiamo.
Frattanto la Provvidenza di Dio viene visibilmente in nostro aiuto a mezzo dell’Impresa Zanichelli, la quale, mentre imprende la costruzione con coscienziosa esattezza, ci accorda eccezionali condizioni di favore riguardo al pagamento.
Sia dunque ringraziata la Provvidenza di Dio e insieme l’Impresa Zanichelli, la quale dà un esempio di generosità, non solo verso di noi, ma anche verso dei suoi operai, che, oggi come oggi, sarebbero condannati alla disoccupazione se non fossero impiegati nella nostra costruzione.
È dunque chiaro che, mentre diamo opera alla casa degli anziani, non miriamo solo all’utile diretto di una istituzione, che domani potrà portare a maturazione frutti incalcolabili sotto il punto di vista cristiano e sociale, ma miriamo pure all’immediato vantaggio di tante famiglie che oggi dal lavoro si assicurano il pane.
Vorremmo che la cittadinanza salsese non dimenticasse questo particolare, non senza importanza, e ci dimostrasse sempre più la sua solidarietà fatta di appoggio concreto e generoso.
Noi non ripeteremo qui quanto già nel passato abbiamo scritto per affermare la altissima bellezza cristiana, umana, civile e sociale dell’opera alla quale abbiamo consacrato tempo, attività e pensiero, poiché quanto potremmo dire sarebbe superfluo per chi ci comprende e inutile per chi si è prefisso di pensarla diversamente da noi.
Piuttosto, mentre additiamo all’ammirazione del pubblico l’Impresa Zanichelli nonché l’Architetto Gandolfi e le fornaci dei Fratelli Ferrari, ci auguriamo di potere nel prossimo elenco segnalare alla riconoscenza dei nostri amici, che siete tutti voi, altri generosi specialmente nel settore delle famiglie benestanti.
E mentre qui la nostra penna vorrebbe abbandonarsi ad appelli fatti di frasi peregrine e di richiami sentimentali, le imponiamo di scrivere, per tutti voi che leggete, una frase semplice come il ragionamento di un bimbo, ma vera come il Vangelo: Chi dona ai poveri dona a Cristo.

Padre ROBERTO LECCHINI

BREVI NOTE DI VITA PARROCCHIALE

Generosi benefattori
La signora Isabella Corazza, riconoscente al Signore per la miracolosa guarigione della Mamma, ha regalato alla Chiesa di S. Antonio uno stupendo armonium mod. 12 a due tastiere, acquistato dalla ditta Graziano Tubi per L. 400.000
I signori Giuseppe e Carla Colombo, in occasione delle nozze della loro Tilde, hanno regalato alla nostra chiesa una ricca passatoia della lunghezza di m 25.
Ringraziamo e additiamo alla riconoscenza della nostra Parrocchia i generosi benefattori.

Ai monti e al mare

Abbiamo voluto che anche quest’anno la nostra gioventù beneficiasse dell’aria montana e marina in un ambiente di sana allegria e di fraterna carità che è caratteristica delle nostre colonie.
Una ventina di bimbi sono stati inviati al Campeggio diocesano di Andalo (Trento); una ventina di giovani della G.I.A.C. hanno raggiunto il nostro Campeggio parrocchiale a S. Caterina Val Furla; una diecina delle nostre ragazze hanno partecipato al Campeggio diocesano di Barco di Levico.
Altre 25 hanno seguito Sr. Marianna a Vione Val Camonica; otto bambini sono stati inviati alla Colonia Pontificia Diocesana di Marina di Carrara; sette bambini sono stati accolti dalla Colonia montana di Tornolo dell’Opera Assistenza Pontificia Diocesana.

Il nuovo campo polisportivo
Il giorno 13 giugno S. E. Mons. nostro Vescovo, trovandosi tra noi per la festa patronale di S. Antonio, benediceva il nuovo campo di pallavolo e pallacanestro, costruito vicino all’Asilo infantile.
Il nuovo campo, la cui area asfaltata misura 600 metri quadri, è stato inaugurato il pomeriggio del 26 giugno col torneo diocesano di pallavolo. La nostra squadra si è piazzata al secondo posto. Il vasto piazzale, che durante la settimana è a disposizione dell’Asilo infantile, è provvisto di giostra e altalena per l’oratorio femminile.

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