Dal libro “Il primo cinquantennio” di Padre Roberto Lecchini

Non c’è forza di sbarramento che valga a rattenere stabilmente la massa delle acque che, scendendo dai monti, anelano agli abbracci dell’oceano che le attende.
E non c’è forza di demoni o di uomini, fatti emissari d’inferno, che possa arrestare l’impeto del popolo cristiano che va a Maria.
È un impeto fatto di amore cioè di quella forza che tutto può nel cuore di Dio e nel cuore degli uomini.
Sono due forze che si attraggono: l’amore dei figli e l’amore della Madre.
Non vi illudete, o nemici di Dio, di arrestare la marea che preme.
Dopo l’orgia del sangue, dopo le efferatezze di un odio che sembrò voler per sempre distrutta la vita sotto una corazza di ghiaccio che stringeva la terra, l’umanità sta ridestandosi come da un sogno di morte al suono dolcissimo di una voce materna.
È il messaggio di Fàtima col quale la Madonna invita ogni anima ed ogni popolo a consacrarsi al suo cuore immacolato.
«Poi il mio cuore trionferà».
Stanno forse dunque per giungere i giorni del trionfo di Maria?
È dolce cosa sperarlo. E la speranza nostra è fondata sul fatto consolante di intere popolazioni che un po’ da per tutto improvvisano trionfali dimostrazioni alla Madonna sfilando in processioni interminabili al seguito dell’immagine della Vergine, che passa sotto archi di trionfo in uno sfavillio di luci, in una festa di colori, in uno squillo di bronzi, e, più di tutto, in una mirabile fusione di mille e mille cuori palpitanti dello stesso amore.
È questo un fatto per sé eloquente, tanto più per il significato che racchiude.
Tutto, cioè, sta a dire che il nostro popolo, ancora inorridito dalla visione del dramma spaventoso di una guerra che ha annientato cinquantadue milioni di uomini, ancora esacerbato dalle illusioni di false promesse, ancora timoroso di vedere scorrere nuovo sangue, vuole cercare nella consolante realtà di sua religione la verità, l’amore, la pace.
Il popolo nostro è in cerca di Dio. Ma, conscio della sua sconcertante miseria morale, sente il bisogno di affidarsi, per giungere a Dio, a Colei che lo stesso Dio ha costituita mediatrice tra Lui e gli uomini, Maria.
Sì, proprio Essa, che un giorno ha dato Cristo al mondo, oggi darà il mondo a Cristo.
Parrocchiani di S. Antonio, solo noi resteremo freddamente fuori da questo crescente movimento di popoli verso Maria? Solamente il supporlo possibile sarebbe per voi un insulto atroce. Insulto che voi non meritate poiché il passato documenta il vostro slancio pronto, ardente, generoso ogni qual volta la parola del Sacerdote vi ha invitato a onorare in qualsiasi maniera la Madonna. E oggi voi non attendete altro che l’occasione propizia per ridire tutto il vostro amore in una forma solenne alla Madre del Cielo.
È in questa certezza di vostra corrispondenza, è nel desiderio di assicurare alla Parrocchia nostra le benedizioni della SS. Vergine, è nell’intento di sempre più accrescere la pietà verso la Madre Celeste che noi vi invitiamo a ripetere in forma solennissima, ufficiale ed irrevocabile l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria il 30 maggio.
Sarà una giornata di festa grande nella quale la Celeste Regina, dopo avere accolto tutti i suoi figli nel suo tempio e aver dato loro il Figlio divino nella S. Comunione, passerà in serata per le nostre vie festanti di cuori, di canti, di fiori e di luci. Giornata di festa grande che ancora dirà col linguaggio dei fatti quanto amore nutra in cuore il nostro popolo per la Madre Celeste.
Sarà una nuova pagina gloriosa che voi aggiungerete alla storia religiosa della Parrocchia.
Il sorriso materno di Maria, che ha estasiato i santi e rapito i genî di nostra stirpe, sarà per voi il premio e il pegno sicuro delle benedizioni di Dio.
È l’ora tua, o Maria.
È l’ora delle tue misericordie e dei tuoi trionfi.
A Te consacriamo i nostri cuori e le nostre famiglie.
A Te consacriamo l’innocenza dei nostri bimbi, il candore delle nostre fanciulle, la balda forza dei nostri giovani, il vigore dei nostri uomini, le tenerezze e le ansie delle nostre madri, le sofferenze dei nostri ammalati, lo sconforto dei nostri vecchi.
Santifica la gioia, conforta il dolore.
Ricordati che ci sei Madre.
Aiutaci a ricordare che Ti siamo figli.

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