Dal libro “Il primo cinquantennio di Padre Roberto Lecchini

Non crediamo di essere per nulla esagerati dicendo che il passaggio della Madonna Pellegrina a Salsomaggiore ha rivestito il carattere di un avvenimento religioso di importanza veramente eccezionale. La nostra Parrocchia ha scritto in questa circostanza una pagina di vita ben degna di figurare nel libro della nostra storia religiosa.
Mentre ci accingiamo a stendere una relazione dell’avvenimento su questo giornalino, vorremmo riuscire a mettere in piena luce le meraviglie operate in questo incontro dal cuore della Madre celeste nel cuore dei figli. Ma questo è un compito che non può essere disimpegnato dalla penna di noi poveri scribacchini di cose umane, e lo lasciamo volentieri agli angeli di Dio, i quali solo possono scrutare i cuori dove si operano le meraviglie della grazia. Noi ci limitiamo, non potendo far altro, ad una fredda e scheletrica documentazione per quelli che verranno dopo di noi.
Diciamo subito che la sera del tredici maggio chi si fosse trovato a transitare sulla via che da Salso va a Campore, si sarebbe accorto che, non solo la Parrocchia di S. Antonio, ma gran parte di Salsomaggiore gravitava verso detta località dove stava per aver luogo l’incontro con la Madonna Pellegrina. E quando, a tarda sera, l’immagine della Madonna Pellegrina, proveniente da Salsominore, giungeva a Campore, trovava una turba sterminata in attesa ansiosa, che si protendeva verso di Lei al canto di «Vieni tra noi, Dolcissima!», mentre un sfavillio di luci dalla chiesa e dalle case diceva la grande gioia dei cuori. Dopo il saluto del Parroco e dopo il saluto di un bimbo, che alla Vergine porgeva l’omaggio del tesoro spirituale della la statua della Madonna veniva portata per breve sosta nella chiesina graziosissima nella rinnovata decorazione. L’immagine della Madonna veniva quindi collocata su un autocarro (gentilmente messo a disposizione dalle Terme) trasformato in un trono di fiori e sormontato da bimbe biancovestite e recanti fasci di garofani bianchi. Sfilava quindi l’imponente processione a due doppie file verso la Chiesa di S. Antonio. Lungo tutto il percorso erano disposte dai nostri giovani fiammelle a nafta che segnavano i bordi

della via e che, unite alle mille lince fiaccole portate a mano dai fedeli sfilanti in processione, erano di un effetto quanto mai suggestivo. Dopo una sosta della sacra immagine entro lo stabilimento della S.A.L.S. e relativo benedizione, la processione raggiungeva la chiesa di S. Antonio. Ln chiesa nello sfarzo dei suoi addobbi e dei suoi fiori, la torre la facciata del tempio nello splendore delle luci, lo squillo gioioso delle campane, il canto della folla, la musica diffusa da potenti altoparlanti, i balconi e le finestre illuminate non erano che debole espressione della gioia incontenibile che rallegrava in quella notte il cuore dei figli per la venuta della Madre celeste. Era mezzanotte ormai e ancora la folla brulicava sul piazzale della chiesa e sui viali di fronte. Solo dopo ripetuto invito si disperdeva per raggiungere le proprie abitazioni. Restavano gli uomini, che nel silenzio raccolto della chiesa ascoltavano la S. Messa, si accostavano alla S. Comunione ed emettevano il loro atto di consacrazione alla Madonna.
Alle ore 6 del giorno 14 si iniziava il programma della giornata con la Messa della Comunione generale delle donne convenute numerosissime. Alle ore 7, un’altra S. Messa dava comodità di disimpegnare il loro dovere a quelle che non avevano potuto partecipare alla prima messa. Alle 9 la chiesa si riempiva di fanciulli che in massa si accostavano alla S. Comunione e si consacravano alla Madonna. Alle ore 11 nuovamente si riempiva la chiesa per la S. Messa in canto. Alle ore 12 veniva letta la supplica alla Madonna del Rosario. Alle 15 una folla di piccoli bimbi condotti a mano o portati in braccio dalle mamme venivano a porsi sotto il materno sorriso della celeste Pellegrina. Alle 16 secondo il programma doveva aver luogo la funzione per gli ammalati che non erano molti. Erano molti invece i fedeli che si intrattenevano recitando il rosario e ascoltando le lunghe meditazioni sui misteri dettate da un P. Missionario. Alle 17 era la volta delle giovani e giovanette, per verità, non troppo numerose, venute a ripetere la loro consacrazione alla Madre celeste.
Alle ore 20 aveva inizio il S. Rosario solenne e seguiva poi la predica del P. Missionario. Quindi in perfetto ordine e in devoto raccoglimento sfilava la grandiosa processione che, transitando sul nuovo ponte della stazione e procedendo sempre tra due file di fiammelle tremolanti ai bordi dei viali, raggiungeva, dopo una breve sosta all’altezza della Bertanella per la benedizione a quegli stabilimenti, la chiesa del S. Cuore, che pure era tutta una festa di luci multicolori. Sul piazzale il P. Missionario parlava all’attentissima moltitudine della Madonna, la quale aveva voluto portare il suo sorriso di Mamma anche ai suoi figli di quel rione.
La Madonna rimase per tutto il giorno 15 nella chiesa del S. Cuore, dove alle ore 6 aveva luogo la S. Messa della Comunione generale e consacrazione delle donne, alle ore 7,30 la S. Messa e Comunione generale e consacrazione dei fanciulli, alle ore 11 un’altra S. Messa, alle 12 la Supplica, alle 17 la consacrazione dei bimbi e dei pargoli alla Madonna.
Alle ore 20 sfilava la terza processione, pur questa grandiosa, la processione d’addio che, percorrendo un tratto di Via Milano e Via Patrioti, incontrava la popolazione di S. Giovanni alla quale consegnava la bella immagine della Madonna Pellegrina. Alle parole di addio che il P. Parroco rivolgeva a nome del popolo alla Vergine lagrime di commozione scendevano dagli occhi di tanti.
E mentre la Madonna lentamente saliva verso i colli dove nuovi figli stavano preparandoLe accoglienze trionfali, noi mestamente scendemmo verso S. Antonio. E ci sembrava che una paurosa solitudine ci pesasse sul cuore. Ma quando sollevammo in alto i nostri occhi vedemmo in uno sfondo di cielo stellato splendere ancora la guglia della nostra torre. E pensammo con gioia che, se pure l’immagine della nostra Madre celeste s’era allontanata dai nostri sguardi, con noi restava la luce dei suoi insegnamenti e la fiamma del suo amore materno.

Dopo il passaggio della Madonna
Mentre ringraziamo il Signore per le tante grazie elargite alle nostre anime e per le tante gioie donate al nostro cuore durante il passaggio della Madonna Pellegrina nella nostra parrocchia, vogliamo richiamare alla considerazione di tutti i propositi di bene che in quei giorni abbiamo formulato nel segreto dei cuori e a voce alta abbiamo pronunciato davanti all’immagine della celeste Visitatrice.
Per tenere fede al nostro carattere di cristiani e per dimostrare la nostra filiale devozione a Maria Santissima ci siamo proposti:
1) di rinunciare ad ogni dottrina ed associazione contraria alla Fede cattolica tenendo conto delle direttive che in proposito ci verranno date dalla Chiesa Docente, cioè da Papa, dai vescovi e dai nostri Sacerdoti;
2) di lottare contro la bestemmia e il parlare osceno;
3) di fuggire le occasioni di peccato (balli, spettacoli proibiti, stampa irreligiosa e immorale);
4) di santificare la festa e frequentare i Santi Sacramenti;
5) di crescere i nostri figlioli nella fede e morale cattolica avendo ben cura che essi frequentino la scuola di dottrina cristiana e stiano lontani da quelle compagnie o associazioni improntate di materialismo e di immoralità;
6) di accrescere la nostra devozione a Maria Santissima con la recita quotidiana del Santo Rosario, possibilmente in famiglia, con la recita di tre «Ave Maria» mattina e sera, con la pratica dei primi sabati del mese.
A questi propositi di indole generale ciascuno aggiunga quelli di carattere intimo e personale suscitati nel suo cuore dal fervore di quei giorni di fede.
E se questi propositi di bene regoleranno gli atti della nostra vita morale e religiosa, saremo ben certi che non vano fu per noi il passaggio della Madonna Pellegrina, ma fu anzi un fortunato incontro nel quale la Madre Celeste ci diede un sicuro appuntamento in cielo per l’ora della nostra morte.

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