Dal libro “Il primo cinquantennio” di Padre Roberto Lecchini

Quando lanciavo l’idea della costruzione di una casa di riposo pei vecchi poveri di Salsomaggiore, mi lusingai di incontrare l’entusiastica e fattiva approvazione di quei molti spiriti nobili e generosi, che non mancano a Salsomaggiore. Ma nel tempo stesso mi ricordai che le opere di Dio sono condannate a divenire bersaglio di una lotta sordamente nascosta o apertamente ostile da parte dei nemici del bene.
E, infatti, se non mi mancarono parole di approvazione e di incoraggiamento da una parte, non potei non constatare una insistente, se pur sporadica, battaglia sabotatrice dall’altra.
Tali avversari della casa di riposo non sono scesi alle ignominiose armi della menzogna combattendo la nostra iniziativa, ma limitandosi a potenziare le loro verbali battaglie con le bocche paurose di tre cannoni di massimo calibro denominati rispettivamente INTEMPESTIVO, INUTILE, CONTRASTANTE.
Fortunatamente la loro potenza dirompente è in ragione inversa della loro potenza di rombo, se no… povera casa dei vecchi!
Ad ogni modo alcune battute di risposta alla loro voce tonante potranno rischiarare le idee di chi ne avesse bisogno.

1° – Il cannone intempestivo intende abbattere la persuasione che anche oggi rimangano possibilità economiche di compiere un po’ di bene a favore di chi sta peggio di noi e, quindi, di poter pensare alla costruzione di una casa di riposo pei vecchi mentre tanta miseria tortura l’umanità.
D’accordo che le condizioni economiche del momento non sono floride; d’accordo che oggi il costo dei materiali edilizi e della mano d’opera sono enormemente elevati: nessuno vorrà però negarmi che in ottobre, quando io lanciavo sul «Settimanale Cittadino» l’iniziativa, il denaro si profondeva con una prodigalità impressionante. Rigurgitanti ogni sera le sale da ballo, affollati i cinematografi, stipati i luoghi di divertimenti vari.
Allora io, ragionando in base a principi prettamente cristiani, pensai: Mentre questa popolazione, al termine della guerra, non pensa che a sciupare il suo denaro in divertimenti senza darsi pensiero di ringraziare il Signore con opere di cristiana carità, non sarebbe ottima cosa suggerire un po’ di bene che, almeno in parte, riparasse il molto male della crescente corruzione? Forse questo popolo, di natura tanto generoso, non attende altro. Fu così che pensai di convogliare, non con mezzi coercitivi, ma semplicemente con un appello alla generosità dei cuori, un po’ di denaro verso la bella e santa iniziativa di una casa di riposo pei vecchi poveri della nostra città. E fu così che lanciai l’iniziativa, sicuro di compiere un’opera vantaggiosa non tanto per coloro ai quali era diretta, quanto per coloro che la compivano. I miei principi religiosi mi assicuravano allora, come mi assicurano oggi, che opere di tal genere non possono che attirare sui luoghi dove nascono e dove fioriscono le benedizioni di Dio. In conclusione sento di poter affermare che anche questa iniziativa mi era suggerita dall’amore che portavo e che porto a Salsomaggiore.
Oggi le condizioni economiche, almeno tra noi, sono forse peggiorate. Ciò non impedisce che si possa egualmente iniziare un ‘opera, che per giungere a compimento non ha nessuna fretta. Quello che oggi non si può compiere si compirà domani. Intanto con la grazia di Dio abbiamo incominciato scavando e riempiendo le fondamenta della parte principale dell’edificio. Se dopo la prima tappa iniziale sarà prudente sostare alquanto, sosteremo. Frattanto lavoriamo concorrendo modestamente a combattere lo spettro della disoccupazione convinti che, almeno sotto questo punto di vista, l’opera nostra da nessuno si vorrà qualificare intempestiva. E dopo? Alla Provvidenza non mancheranno mezzi di aiutarci per proseguire a suo tempo con calma, ma decisione incrollabile.

2° – Il cannone inutile vuole spazzar via le ingombranti opere di beneficenza del passato e, a proposito della casa di riposo dei vecchi, vi grida con la sua voce rombante: Cose sorpassate! …
Una tale espressione vorrebbe trovare conferma in un lungo ragionamento da osteria, secondo il quale si dovrebbe concludere che, se fino ad oggi abbiamo avuto bisogno di ricoveri dove ospitare la povera gente, ciò avvenne a causa delle ingiustizie sociali dei tempi passati. Domani non sarà più così: di poveri non rimarrà neanche la semenza poiché tutti ritrarranno dal lavoro una invidiabile prosperità. Ai vecchi penserà lo stato con adeguate pensioni.
Benissimo! È quanto mi auguro.
Non ci saranno più poveri, se si escludono i vagabondi di mestiere che hanno in odio il lavoro come il diavolo l’acqua santa. Ma… e i vecchi? ah! i vecchi continueranno, se non vogliamo toglierli dalla circolazione a tempo utile, ad esistere a dispetto di tutte le migliori riforme sociali.
D’accordo che, se tali vecchi avranno la fortuna di avere al loro fianco dei figlioli affezionati, il problema della loro assistenza sarà naturalmente risolto. Ma l’esperienza ci insegna che le circostanze tristi della vita, anche indipendentemente dalla nostra volontà e anche contrariamente ai nostri desideri, creano troppe volte il vuoto d’intorno a noi. Vecchi scapoli, vecchie zitelle sole al mondo, poveri vedovi senza figli non ne mancano mai… E sarà sempre vero che questi tali, sia che dispongano di risorse finanziarie o possano contare su pensioni statali adeguate, sia che debbano lottare con lo squallore della miseria, avranno sempre bisogno di chi sappia e voglia riscaldarli con un po’ d’amore e sostenerli con una fattiva assistenza fraternamente premurosa. A questo mira la nostra Casa di riposo degli anziani.

3° – Per ultimo il cannone contrastante martella incessantemente il terreno cittadino per tenerlo sgombro da una istituzione che, per quanto buona in sé, si dimostrerebbe fuori di luogo qui, perché in stridente contrasto col carattere accogliente e gaio della Salsomaggiore estiva.
D’accordo: l’elegante cittadina termale non è certo il luogo più indicato per raccogliere da ogni parte ed esporre lungo i viali quelli che qualcuno potrebbe chiamare rottami umani.
Ma la nostra Casa di riposo ha l’unico scopo di ospitare vecchi della città togliendoli precisamente dalle strade di Salso. È chiaro pertanto che il carattere elegante della stazione termale non verrebbe a scapitarci, ma a guadagnarci. E ci guadagnerebbero pure i poveri vecchi, i quali senza la dura necessità di esulare dalla loro terra, potrebbero continuare a gustare qui le gioie della vicinanza di parenti; amici, senza bruscamente doversi staccare da vecchie abitudini.
Oppositori della Casa di riposo dei vecchi, queste poche ragioni hanno avuto la fortuna di farvi mutare parere? Allora da oppositori divenite sostenitori di un ‘opera indubbiamente santa indipendentemente da circostanze di persone e di tempo e di luogo. Se poi siete decisi di rimanere incrollabilmente fermi nelle vostre idee, fatemi i/ piacere di non occuparvi di me come io non mi occupo di voi.

Generosi Salsesi, queste battute di polemica, prive peraltro di risentimento o di rancore, anche se franche e decise, non sono per voi.
A voi ho da dire una cosa sola: l’iniziativa di una casa di riposo vi sembra cosa buona?
Appoggiatela con la vostra offerta generosa, che mentre distrugge i vostri peccati, aumenta pure i vostri meriti davanti a Dio.
Non potete appoggiarla perché sprovvisti di mezzi? Date l’obolo della vostra preghiera e della vostra propaganda.
E soprattutto non dimenticate che non siamo al mondo per discutere il bene, ma per compierlo.

Padre ROBERTO LECCHINI

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