Dal libro “Il primo cinquantennio” di Padre Roberto Lecchini

Vogliamo una farmacia.

Sotto il titolo: abitanti senza farmacia è apparso sul «Risveglio» e sull’«Avvenire d’Italia» un articolo che riportiamo integralmente.

Gli abitanti del rione S. Antonio, pur prendendo nota degli importanti lavori realizzati a migliore sistemazione dello stesso rione ed in modo particolare della costruzione delle scuole Elementari in corso, dimostrano il loro disappunto con continue e giustificate lagnanze per la totale mancanza di una farmacia. Crediamo, in verità, che questa loro aspirazione sia del tutto legittima, in quanto, per un qualsiasi medicinale, ormai da vari anni i 4000 abitanti del suddetto rione sono costretti a recarsi in centro, che dista quasi 2 km, dove, peraltro, vi sono ben tre farmacie distanti pochi metri l’una dall’altra.

La farmacia, secondo le aspirazioni degli abitanti del suddetto rione, dovrebbe esser posta non oltre l’altezza di via Trento. Apprendiamo, peraltro, che per iniziativa del Parroco di S. Antonio sono state già raccolte molte firme per l’attuazione di questo importantissimo servizio. Si segnala quanto sopra alle Autorità competenti, per i necessari provvedimenti del caso.
La sottoscrizione di cui si parla è iniziata. Pur sapendo che le sottoscrizioni hanno una importanza molto relativa e troppo spesso lasciano il tempo che trovano, tuttavia preghiamo i parrocchiani del rione S. Antonio di apporvi la propria firma. A qualche cosa servirà, tanto più che noi non siamo per nulla disposti a mollare fino a tanto che la farmacia a S. Antonio non sia una realtà.
Molti rappresentanti delle famiglie della Parrocchia, convenuti nel nostro teatrino, hanno deciso di inviare una commissione a S.E. il Prefetto di Parma con l’incombenza di perorare la causa di una farmacia nel nostro rione. La Commissione, presentata al Prefetto dal Parroco, ha assolto il suo compito. Il Prefetto, accogliendo con ogni gentilezza la Commissione, ha dimostrato molta comprensione per la nostra richiesta assicurando che, da parte sua, darà il massimo appoggio perché la nostra giustissima esigenza venga appagata. Restiamo in attesa di una risposta, che vogliamo sperare affermativa.

Polemiche farmaceutiche
Il 20 maggio 1958 scorso il Parroco di S. Antonio ritenne opportuno indirizzare la seguente

Lettera aperta al Sig. Sindaco di Salsomaggiore Terme
Ill.mo Sig. Sindaco,
Con lettera aperta a me diretta e pubblicata su vari giornali, Lei mi accusa di aver addossato la colpa della mancata istituzione di una farmacia nel rione S. Antonio in Salsomaggiore all’Amministrazione Comunale di questa città.
Le rispondo che io non ho accusato nessuno, ma semplice mente esposto dei fatti. Ora, dopo lunghi colloqui avuti direttamente o a mezzo altri col Prefetto di Parma, posso precisarle quanto segue:
Il Prefetto afferma che, se il Comune avesse cercato di aprire la farmacia municipalizzata in soprannumero, il problema di una farmacia privata nel rione S. Antonio sarebbe destinato alla riuscita.
Il fatto invece che il Comune abbia chiesto l’assegnazione della farmacia municipalizzata e la Prefettura abbia controdedotto in favore dell’apertura di una farmacia privata, ha indissolubilmente vincolato la soluzione del problema all’esito del ricorso presentato dall’Amministrazione Comunale di Salsomaggiore al Consiglio di Stato.
Non è pensabile perciò la concessione dell’autorizzazione per una farmacia privata in Salsomaggiore, per ora, poiché questa è proprio la materia che è stata sottoposta al giudizio del Consiglio di Stato.
Per un conflitto di questa natura il Consiglio di Stato può tardare anche un paio d’anni a pronunciarsi; il che significa, in pratica, seppellire le speranze di chi auspicava la rapida apertura di una farmacia nel rione S. Antonio.
Non resterebbe che una via, e cioè che il Comune ritirasse il suo ricorso. Non vi sono altre alternative possibili.
Signor Sindaco, la popolazione di S. Antonio la prega di ritirare il ricorso, riservandosi, se crede, di chiedere, a suo tempo la concessione di una farmacia municipalizzata soprannumero da ubicare nel centro della città.
Signor Sindaco, ha una magnifica occasione per dimostrare che vuol veramente bene alla popolazione del rione S. Antonio: non se la lasci sfuggire.

Padre Roberto Lecchini
Parroco di S. Antonio

Il Sindaco non sembra essere rimasto insensibile al contenuto della lettera aperta perché, battendo in velocità ogni suo precedente record in materia, ha tentato di rispondere ordinando l’affissione di un raddoppiato numero di vistosi mani festi di cui riproduciamo esattamente il contenuto.

Reverendo Parroco,
il problema della farmacia comunale è troppo importante per essere oggetto di una sterile polemica che, alla vigilia delle elezioni, potrebbe essere confusa con motivi di propaganda elettorale.
Dopo le elezioni sarò a sua completa disposizione per chiarire se lo crede anche con dibattito pubblico — dove, come e l’atteggiamento assunto da questa Amministrazione Comunale quando vorrà , e non il mio personale, avendo agito, in questa vicenda, in virtù di un preciso mandato conferitomi con voto unanime dai Consiglieri Comunali, senza distinzione di colore politico.

II Sindaco
(G. Bottoni)

La mia replica al Sig. Sindaco deve, come premessa necessaria, fargli osservare che, se a lui può tornar comodo qualificare determinata da motivi elettorali la mia lettera aperta, resta sempre vero che tale lettera si è presentata col carattere di una risposta ad un ‘altra lettera aperta direttami in precedenza dal Sindaco stesso. Che poi la mia risposta sia venuta casualmente a coincidere con le consultazioni elettorali è cosa di così poco conto, penso, da non dover preoccupare neanche per un istante le alte sfere del partito comunista. Da ben altri urti poteva temersi l’incrinatura al colosso moscovita.
Ringrazio il Sig. Sindaco del dibattito pubblico al quale gentilmente mi invita quando e dove desidero. Potrei accettarlo se lo ritenessi utile o necessario sostegno di una mia tesi in contrasto con la tesi del Sindaco e Giunta Comunale, ma tale contrasto non esiste. Non esiste perché, pur potendo avere in proposito il mio punto di vista personale, non mi sono mai dichiarato, per principio, contrario alla municipalizzazione della farmacia, così come non mi sono mai dichiarato ostile alla gestione privata. Così nessuno può dire che io contesti o abbia contestato alla Giunta il diritto di chiedere, in base al costume democratico in Italia, la gestione della farmacia.
Io semplicemente affermo che nel rione S. Antonio urge, dico urge, l’istituzione di una farmacia. L’ostacolarla è un delitto, il ritardarla è un crimine.
Ora, siccome una farmacia municipalizzata non ci sarà, almeno sino a quando il Consiglio di Stato, che va coi piedi di piombo, non si sarà degnalo di emettere la sua sentenza, o almeno sino a quando il prefetto il quale dice di avere le sue buone ragioni per dir di no alla municipalizzazione della farmacia, non volesse rassegnarsi ad un ripiegamento, del tutto improbabile, non ci resta che puntare su una farmacia privata, che però è subordinata al ricorso al consiglio di Stato.
Allo stato attuale delle cose ritengo e affermo che l’Amministrazione Comunale è in dovere di compiere a vantaggio della popolazione di S. Antonio un atto di giustizia, dandole, col ritiro del suo ricorso, la possibilità di avere oggi una farmacia e non di doverla aspettare alle calende greche. Tale gesto è tanto più doveroso perché non pregiudica affatto nel futuro l’istituzione di una farmacia in soprannumero.
Il Sig. Sindaco la pensa diversamente? E allora, se si parla di pubblico dibattito, deve strettamente limitarsi sul terreno di questa divergenza. Se il Sindaco ritiene che il dibattito possa servire allo scopo di addivenire a qualche concreto risultato a favore della nostra popolazione, lo accetto volentieri, valendomi del diritto concesso di scegliere data e luogo per l’incontro.

Padre Roberto

BOCCIATA LA TESI DEL COMUNE Dl SALSOMAGGIORE
Respinto dal Consiglio di Stato il ricorso contro la farmacia S. Antonio
Finalmente la farmacia potrà essere istituita e messa a concorso

SALSOMAGGIORE, 11 APRILE
L’ultimo tentativo dell’Amministrazione comunale di osteggiare l’iniziativa promossa dalla parrocchia di S. Antonio, appoggiata dal gruppo consiliare democristiano in sede comunale, per avere una farmacia in quel popoloso rione, è stato frustrato.
Ora non c’è che da attendere il risultato del concorso e la Farmacia a S. Antonio sarà un fatto compiuto.
La sezione quarta del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale riunitasi a Roma il 16 marzo scorso ha, infatti, pronunciato una ordinanza con la quale si rigetta il ricorso dell’Amministrazione comunale salsese tendente a far sospendere il bando di concorso per l’autorizzazione all’apertura ed esercizio di una nuova farmacia istituita nel rione S. Antonio.
Come il lettore ricorderà, in una seduta del Consiglio comunale tenutasi nel gennaio scorso, la maggioranza socialcomunista aveva espresso il voto assurdo di ricorrere al Consiglio di Stato contro il decreto del Medico provinciale che bandiva il concorso per la quarta farmacia salsese da istituire nel rione di S. Antonio. In quella seduta e nel corso di una precedente riunione di Consiglio comunale, il capogruppo dei consiglieri democristiani, dr. Avanzini, aveva tentato inutilmente di dissuadere l’Amministrazione dall’affrontare le inutili spese di un ricorso privo di fondamento, che non avrebbe portato nessun contributo all’ottenimento della farmacia municipalizzata, ma che aveva l’unico scopo politico di sabotare un’iniziativa che era stata lanciata dal Parroco di S. Antonio, padre Roberto Lecchini.
Invano i consiglieri democristiani dottor Mergoni e dr. Romanini e perito Ponzini avevano anch’essi sostenuto l’utilità sociale di favorire la rapida conclusione del concorso per la quarta farmacia privata a S. Antonio. Il Sindaco e la maggioranza socialcomunista insistettero nel loro proposito e così decisero per il ricorso che è stato respinto dal consiglio di stato, «non ricorrendo le condizioni necessarie che giustificano l’accoglimento della domanda di sospensione».
Il lungo capitolo della istituenda farmacia del rione S. Antonio è così chiuso. Se non ci fosse stata l’inspiegabile azione ostacolante dell’Amministrazione socialcomunista che ha presentato più di un ricorso, forse la farmacia sarebbe già da tempo funzionante.
Ora non ci rimane se non l’augurio che l’autorità competente e la commissione giudicatrice del concorso accelerino il loro lavoro di esame delle varie domande presentate dai con correnti per darci presto il nome del farmacista vincitore del concorso. La popolazione del Rione S. Antonio sarà lieta di apprendere la fine della lunga e travagliata vicenda dopo avere non certo benevolmente constatato che l’Amministrazione comunale ha fatto di tutto per ritardare l’attuazione dell’utile iniziativa.

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L’acqua potabile sul Colle Paradiso
Già da un anno il P. Parroco aveva promesso agli abitanti di Casa Zalaffi e del Colle Paradiso che si sarebbe adoperato perché anch’essi potessero beneficiare dell’acquedotto cittadino. Purtroppo alle sue insistenze è sempre stato risposto che il quan-titativo dell’acqua attualmente a disposizione della città e le attualità possibilità degli impianti non permettono di accogliere la più che giusta richiesta. Possiamo però rendere noto che è intenzione della Direzione delle Terme procedere quanto prima alla perforazione di un nuovo pozzo, che possa, col suo con-tingente, assicurare il beneficio dell’acqua potabile anche al Colle Paradiso.

Il servizio postale
Il servizio postale nel nostro rione lascia molto a desiderare semplicemente perché un solo portalettere è impiegato in un lavoro che ne richiede due. La competente Direzione delle Poste sembra ignorare il grave inconveniente che da troppo tempo dura ai danni di una intera popolazione, che ha i suoi diritti come ogni altra popolazione civile. Fino a quando?

Il nostro Calendario Religioso di novembre

  1. FESTA DI TUTTI I SANTI. Da oggi la prima messa dei giorni festivi è fissata alle 7, mentre la messa vespertina è alle 17,30. Alle ore 15 tutta la Parrocchia si porta ufficialmente al Cimi-tero per la funzione di suffragio sulle tombe dei nostri morti.
  2. COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI. Alle ore 6,30 ha luogo il canto dell’Ufficio dei Defunti. Alle ore 7 celebrazione della messa.

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