Dal libro “Un popolo in festa e in cammino” di Don Luigi Guglielmoni, Clementina Corbellini e Giulia Urgeletti Tinarelli

Un tempo le celebrazioni più importanti dell’anno liturgico, dei Santi e della vita della Comunità venivano caratterizzate da novene e tridui di predicazione e di preghiera, come pure dall’addobbo solenne della chiesa, preparato da una ditta specializzata. Un particolare attenzione era data all’Eucaristia attraverso la pratica delle “quarant’ore“, cioè una preghiera di più giorni davanti all’Eucaristia esposta in chiesa. In passato, i pellegrinaggi non erano frequenti, per difficoltà economiche. Molti erano soliti andare a piedi a Fontanellato, altri a Careno. Alle prime mète dei santuari di Caravaggio e di Loreto si sono gradualmente aggiunte quelle di Assisi, di Lourdes, di Fatima, della Terra Santa.
La devozione a San Giuseppe e a Santa Rita da Cascia è sempre stata molto viva in Parrocchia, con la benedizione dei bambini e delle rose. Molto sentita la festa patronale, con la tradizione del “pane di Sant’Antonio“. Non è mai mancato il pellegrinaggio alla basilica del Santo a Padova.
Più recente (esattamente dal 1997) è la preghiera alla Madonna della Medaglia Miracolosa, il 27 di ogni mese. All’inizio, era consuetudine che i fedeli scrivessero intenzioni di preghiera su un quaderno, che poi veniva posto sull’altare durante la celebrazione eucaristica, come segno di affidamento al Signore attraverso la mediazione di Maria.
Da una quarantina d’anni è attivo il pellegrinaggio al santuario della Madonna di Fontanellato, il 13 di ogni mese, da maggio a ottobre. La signora Luisa Donati in Pigati precisa: “Abbiamo iniziato questa pratica devozionale su consiglio di Padre Raffaele e con il consenso di Monsignor Amilcare Pasini, allora Vescovo della Diocesi di Parma da cui dipende il santuario mariano. Nel viaggio di andata e ritorno, come nella sosta in chiesa, vengono recitate tre Corone del Santo Rosario per le varie necessità della Chiesa e del mondo. Spesso anche le Suore di clausura, attigue al santuario, si sono unite in preghiera con noi. Con spontaneità e familiarità, il pullman è sempre stato al completo, non solo di parrocchiani ma anche di ospiti“. Nel 2002 è stata introdotta la proposta della “Banca della preghiera“: un’ora al mese di orazione per la comunità, da tenersi in chiesa o in casa, pregando individualmente o con altri. E’ la riproposizione di quanto già facevano i parrocchiani in passato, con la preghiera notturna.

Un ponte con San Giovanni Rotondo
Un’altra devozione molto radicata in Parrocchia è quella relativa a San Padre Pio. Nell’ottobre del 1996, durante un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, Rosy Murante in Bottani ebbe l’intuizione di esporre una statua di Padre Pio nella chiesa di Sant’Antonio. Confidò il progetto al parroco Padre Giancarlo Galli, che accolse con favore la proposta. L’opera fu subito commissionata allo scultore ingegner Adige Finardi di Bolzano: dopo dieci mesi di lavoro, la bella statua lignea del Santo di Pietrelcina era pronta e il 23 settembre 1997, anniversario della morte del Frate delle stimmate, veniva solennemente benedetta da Padre Galli.
All’inizio si pensava di collocare la statua nel sagrato della chiesa parrocchiale, poiché le autorità francescane vietavano di venerare Padre Pio nelle chiese, non essendo ancora concluso il suo processo di beatificazione. Ma poi si decise di collocare l’immagine del Frate francescano all’interno della chiesa, nella prima cappella della navata destra, sia per favorire un contesto di preghiera sia per tutelare maggiormente la statua lignea, delicata e costosa. Una scritta chiedeva ai fedeli di non porre davanti alla statua né ceri accesi né fiori, in attesa dell’autorevole pronunciamento ufficiale della Chiesa.
La Parrocchia di Sant’Antonio fu la prima in tutta Italia a porre in chiesa la statua di Padre Pio. In neppure un anno, con fiduciosa costanza e mirabile intraprendenza, la signora Rosy riuscì a raccogliere ben venti milioni di lire per le spese della statua e per la sistemazione della cappella che l’ospitava. Non ci furono finanziamenti particolari: le offerte sono state raccolte tra amici e conoscenti anonimi, legati solo dalla devozione a Padre Pio. Una volta riconosciuto prima “Beato” e poi “Santo“, la devozione a Padre Pio ha avuto un notevole incremento tanto da parte dei residenti quanto degli ospiti.
La signora Adalgisa Padovan ricorda di aver vinto, da bambina, il premio di cultura religiosa che le permise di partecipare all’udienza di Papa Pacelli, nella chiesa di San Pietro a Roma. Ora aggiunge il suo rammarico nel vedere le persone entrare in chiesa e recarsi subito davanti a Padre Pio… senza neppure salutare il Signore. Il Santo Frate invece guida tutti verso il Signore!

Dalla preghiera all’impegno
In Parrocchia si può contare anche sul fattivo apporto di membri di associazioni e movimenti cattolici, quali per esempio l’Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, il Rinnovamento nello Spirito, il Gruppo Scout. Il rapporto tra queste realtà ecclesiali è sereno, perché frutto della partecipazione alla stessa Eucaristia domenicale. Tale condivisione continua nel Consiglio Pastorale Parrocchiale, l’organismo chiamato a progettare la pastorale in spirito di unità e di servizio al Vangelo nel territorio.
Una forma devozionale efficace, e in un certo senso missionaria, si sta rivelando la recita del Santo Rosario nei vari quartieri, con la celebrazione della Santa Eucaristia, durante il “mese di maggio“. E’ un modo con cui la Parrocchia fa avvertire la sua presenza tra le case, seminando Vangelo e favorendo aggregazione. L’incontro di preghiera termina sempre con un momento festoso, condividendo i dolci portati dai residenti. Preziosissimo è il servizio di Suor Eletta e di un gruppo di laici (Rosa Toscani, Adua Campodoni, Ivana Passera, Lucia Bazan, Ave Frigeri, Rosario Beninati, Rita Galazzi, Carolina Lacovara ed altri). Sono loro, come San Giovanni Battista, a preparare il contesto ambientale e a predisporre gli animi alla celebrazione eucaristica, abitualmente fatta all’aperto con grande concorso di fedeli.

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