Dal libro “Un popolo in festa e in cammino” di Don Luigi Guglielmoni, Clementina Corbellini e Giulia Urgeletti Tinarelli

Come invito a proseguire con fedeltà ed entusiasmo il cammino intrapreso, trascriviamo le riflessioni contenute nell’omelia pronunciata da Don Luigi il 13 giugno 2005, festa patronale, durante la Santa Messa concelebrata con Padre Arcangelo Panciroli, Padre Agostino Salvi, Padre Gianantonio Salvioli, Padre Giancarlo Galli e Don Bogdan Wilczewski. Padre Mario Galeotti e Padre Mario Cappucci, impossibilitati a partecipare per motivi di salute, hanno inviato una lettera augurale.

In questa occasione di grande gioia per me e — penso — di intensa commozione per tutti, vorrei richiamare tre punti che ritengo fondamentali.

1. Il primo sentimento, penso comune a tutti, è la riconoscenza al Signore per questo grande dono: ritrovarsi con i Padri che hanno lungamente pregato e lavorato in questa parte della vigna del Signore. Essi rappresentano simbolicamente anche tutti coloro che già sono tornati al Padre o sono stati impossibilitati a partecipare. La gratitudine va anche a chi mi ha preceduto nella responsabilità di parroco in questa cara Comunità.
Novant’anni di questa chiesa in muratura: non sono solo una cifra matematica di conti, debiti, lavori ma anche e soprattutto ricchezza di volti, di persone (Frati, Suore, Laici) e gruppi, che si sono succeduti. Certamente si sono avuti tanti cambiamenti all’edificio sacro (il campanile; gli affreschi nel ’31); si sono aggiunti gli ambienti per la pastorale, la Scuola Materna e la Casa di Riposo, ma anche è mutato il quartiere: oggi questo tempio non è più al centro delle case; la Parrocchia si va ampliando in altre zone, ma la chiesa rimane un punto importante di riferimento per tutti.
L’odierna celebrazione eucaristica è un segno di comunione sincera e riconoscente, nella logica dei vasi comunicanti, del passaggio della grazia di Dio, della valorizzazione dei carismi altrui per il bene di tutti. San Paolo direbbe: “C’è chi pianta, chi irriga e chi raccoglie”.

2. La memoria del passato ci aiuta ad interpretare il presente. Oggi la nostra Parrocchia, che è una delle più grandi di tutta la Diocesi, risente di situazioni nuove, a cominciare dalla crisi delle vocazioni: qui si era abituati ad avere una rosa di presenze, ora ci si trova soli, con una popolazione di molto aumentata e in costante crescita; lievitano le esigenze e diminuiscono le forze. Si registra una forte immigrazione, che sta cambiando il volto della Parrocchia. La tradizione cristiana, che ancora continua, appare sempre più senza radici. Si aggiunge la crisi economica, che colpisce tante famiglie; il mondo giovanile sembra incamminato su strade che noi fatichiamo a capire.
Non mancano però persone, cristiani e laici, che avvertono la corresponsabilità della vita parrocchiale e si spendono per essa: diamo lode al Signore per questo.
In questi pochi anni abbiamo sentito vicina la Provvidenza in tante circostanze, e soprattutto in occasione della ristrutturazione degli ambienti per-ché fossero a norma e funzionali. In seguito al fattivo interessamento del dottor Giancarlo Bottini, la Fondazione della Cassa di Risparmio ha elargito un consistente contributo per il rifacimento del tetto della Chiesa, preliminare necessario al restauro interno, che ci impegnerà anche il prossimo anno e che è stato accolto con favore dalla popolazione. Questo restauro artistico è per noi un richiamo al restauro spirituale, non meno urgente perché splenda pienamente il volto della Comunità come sposa bella di Cristo.
Ci sono i frutti del passato e del presente, ma ci sono anche i limiti e il peccato. Per questo, abbiamo ottenuto dalla Penitenzieria Apostolica tre giorni di Indulgenza, quasi un bagno purificatore per riprendere con più zelo il cammino.

3. L’attenzione al passato e al presente aiuta a impostare il futuro. Oggi sentiamo di dover privilegiare la formazione del laicato e la missionarietà. I Frati hanno costruito questa chiesa per diffondere il Vangelo tra la gente; e anche oggi non possiamo dare per scontata la fede, che diventa sempre più una scelta in ordine alla preghiera, alla famiglia, all’educazione cristiana dei figli, allo stile di vita .
La chiesa è il luogo dell’assemblea: siamo nell’anno eucaristico, dal quale scaturisce la necessità di riscoprire la domenica e l’Eucaristia. La chiesa-edificio è il segno della presenza del Signore tra le case, abitate sempre più anche da persone di altre religioni o non praticanti, ma che ugualmente guardano alla vita dei cristiani e alle scelte della Parrocchia.
Questa chiesa ha superato momenti difficili per i conflitti mondiali, l’economia, le risorse umane e le scelte pastorali: il Signore non l’ ha mai abbandonata. Questa è la garanzia che non ci abbandonerà neppure per il futuro, se confidiamo in Lui e ci impegniamo a cercare il Regno di Dio con gli altri cristiani della Diocesi e della città.
Il novantesimo anniversario della consacrazione della chiesa sta generando nuovo interesse per la vita della nostra Comunità: la bella mostra preparata dai ragazzi della Scuola Media ne è un segno, e così pure le tante offerte di coloro che hanno aderito all’iniziativa “Accendi una stella nel cielo della chiesa”.

S.Antonio ha amato la Chiesa del suo tempo, l’ha difesa dalle eresie, si è speso con generosità e in silenzio per essa.
Mi piace concludere con le parole di Giuseppe Lazzati, già rettore dell’Università Cattolica, che nel suo testamento scrive:
“Amate la Chiesa, mistero di salvezza del mondo. Amatela come la vostra Madre, con un amore che è fatto di rispetto e di dedizione, di tenerezza e di operosità. Non vi accada mai di sentirla estranea o di sentirvi a lei estranei; per lei vi sia dolce lavorare e, se necessario, soffrire. Che se in essa doveste a motivo di essa soffrire, ricordatevi che vi è Madre: sappiate per essa piangere e tacere. Amatevi con sincerità di cuore e aiutatevi. Abbiate cura di coloro che il Signore chiama e vi dona e non badate a sacrifici per farne dei servi di Cristo Re”. Questo è l’augurio che rivolgo a me stesso e a quanti hanno amato e amano questa nostra Chiesa e Parrocchia.
Sia lodato Gesù Cristo
“.

Un “grazie” speciale
Un altro frutto del novantesimo anniversario della consacrazione della chiesa è la sforzo che la Comunità di Sant’Antonio sta facendo per riportare all’originario splendore la volta delle cappelle, del presbiterio e della navata centrale della chiesa, annerita da uno strato di polvere e fumo (dovuto all’incendio avvenuto il 6 settembre 1975) e in più punti sgretolata da infiltrazioni di acqua piovana. Il restauro riguarda anche gli affreschi delle pareti interne e del protiro e comporta il tinteggio delle pareti e il noleggio di un ponteggio particolare, atto a svolgere contemporaneamente i lavori e le celebrazioni religiose. Per dare risalto alle decorazioni riemerse necessita pure l’adeguamento dell’impianto luci.
Tale progetto molto impegnativo doveva essere affrontato solo dopo il rifacimento del tetto della chiesa, che è stato completato nell’estate del 2004. Per tale opera è risultato provvidenziale il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza. L’intervento di restauro, che coinvolge la Soprintendenza ai Beni Artistici di Parma E la Curia Vescovile di Fidenza, è stato affidato al Laboratorio “Terradombra” di Roberta Dallaturca d’ San Secondo Parmense.
Un ringraziamento speciale alle tante persone della Parrocchia e della città, che hanno aderito alla proposta “Accendi una stella nel cielo della chiesa“: un’offerta in memoria dei propri defunti, il cui nome resterà perennemente esposto nel tempio. L’iniziativa ha avuto un’accoglienza superiore alle attese, a testimonianza di una rinnovata passione per la chiesa parrocchiale.

Primizie incoraggianti
Il restauro della prima Cappella, quella dedicata al Sacro Cuore, è stato reso possibile col contributo del Lions Club di Salsomaggiore Terme: l’esempio del Presidente, dottor Francesco Petrelli, è risultato positivamente “contagioso“. In memoria dei genitori Liana e Luigi, la Famiglia Croci ha finanziato i lavori della Cappella detta di “Santa Rita“. Al restauro della Cappella del Crocifisso hanno contribuito Conad Nuova Salso, il Rotary Club di Salsomaggiore Terme, Salsocarni, Scar, Scaramuzza Fabrizio. Alla Cappella della Madonna si è provveduto con l’aiuto di Antonello Cattani, Montanari Costruzioni s.r.l. di Fidenza, Pentimone Costruzioni S.p.A., Granelli Costruzioni, Walter e Rino Lembi s.n.c., Mario Spadolini. Il restauro della volta del protiro e dell’affresco della lunetta sulla facciata è stato effettuato col contributo dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti della Sezione Diocesana di Fidenza.
Molti anche i singoli Benefattori, noti e anonimi, che hanno espresso la loro appartenenza alla comunità con una donazione. Tra questi, una particolare menzione va al signor Mario Gotti, deceduto il 26 maggio 2005: ha lasciato un’eredità alla Parrocchia, che sarà aiuto prezioso per il proseguimento dei tanti lavori in progetto.

Per “completare”
Infine sono in fase di studio altri interventi importanti. Anzitutto la sostituzione del rosone e delle finestre nella facciata della chiesa, per evitare infiltrazioni di acqua piovana e per ragioni di sicurezza. Secondo, la ristrutturazione del sagrato della chiesa, per garantire a tutti i fedeli, anche disabili, un accesso più facile e sicuro al tempio. Un progetto, già presentato dagli architetti Giovanni Rossi, Umberto Marossa, Simona Rossi e Monica Sabacchi, è stato premiato al concorso nazionale “I sagrati d’Italia“. Costituisce un ottimo riferimento di partenza per l’elaborazione del progetto definitivo, cui collabora anche l’ingegner Alessia Restori.
Terzo intervento, l’impianto di allontanamento dei volatili dalla chiesa per ragioni di pulizia e salute come pure di miglior conservazione dell’edificio sacro. Quarto, il nuovo impianto di riscaldamento della chiesa per l’adeguamento alle normative vigenti.
Dunque il cammino è ancora lungo e richiederà sapienza nelle priorità, competenza d’intervento convinzione nel coinvolgimento. Perché la chiesa diceva Papa Giovanni XXIII, è la casa di tutti e di ciascuno.

Una lettera alla nostra Parrocchia
Forse il Signore sta scrivendo gradualmente una lettera alla nostra comunità, seguendo lo stile descritto nei capitoli 2 e 3 dell’ Apocalisse. Si tratterà di accogliere ed interpretare tale messaggio, che va ben oltre il novantesimo di costruzione della nostra chiesa.
Intanto è stato per noi un dono grande anche la visita di Sua Eminenza Cardinale Ersilio Tonini; di Sua Eccellenza Philippe F. Kpodzro, Arcivescovo di Lomé nello stato africano del Togo; di Sua Eccellenza Maurizio Galli nostro Vescovo. In ottobre la nostra comunità ospiterà Sua Eccellenza Michele Sabbah, Patriarca di Gerusalemme. Tali presenze dicono le dimensioni fondamentali che la nostra Parrocchia è chiamata a vivere: l’universalità, la missionarietà, la diocesanità e l’unità con la Chiesa – Madre di Gerusalemme.
Ma un grazie va indirizzato anche alle tante persone che, in città e nei Paesi delle adozioni a distanza, stanno pregando per la nostra comunità. Forse è il legame con i bambini innocenti, che ci hanno lasciato recentemente, o l’intercessione di tanti ammalati; forse è la comunione con tanti defunti appartenenti alla nostra Parrocchia o gli “interessi’ maturati dalle generazioni cristiane precedenti; forse è la protezione del Santo Patrono … Tutto concorre al proseguimento della vita della Parrocchia, nonostante i tanti limiti dei suoi membri e la difficoltà delle situazioni. Davvero, “tutto è grazia“, come diceva Georges Bernanos.
Intanto nel sagrato della chiesa la bella mostra fotografica e didascalica della Scuola Media “Don A. Carozza” dell’Istituto Comprensivo di Salsomaggiore Terme, dal titolo “La Parrocchia di Sant’Antonio e la sua gente“, ha riscosso notevole interesse da parte dei concittadini e degli ospiti. Altrettanto dicasi della ricca esposizione, preparata in chiesa da Renato Dallatomasina, delle maestà mariane presenti in Parrocchia e delle immaginette del Santo Patrono: un lavoro storico – artistico di notevole valore.
Nella riconoscenza al Signore per l’abbondanza dei suoi doni, da condividere fraternamente, auspichiamo la vicinanza e la partecipazione delle persone di buona volontà. A questo tendeva il presente libro. Di molte altre persone, istituzioni ed avvenimenti si sarebbe potuto o dovuto trattare: ce ne scusiamo, confidando che altri facciano ulteriori ricerche ed approfondimenti.
Ma ben più importante che il comparire nel nostro volume è l’essere iscritti nel “Libro della Vita” di cui parla l’Apocalisse.
Lì speriamo di essere citati tutti!

Preghiera per la comunità

Dio, Padre di misericordia,
grazie per il dono della nostra Chiesa
dove tanti hanno pregato e trovato
speranza, forza e perdono.
Tieni vive nella nostra Parrocchia
la fede e la carità fraterna.
Donaci il Tuo Spirito per essere uniti
a Gesù, unico redentore dell’uomo,
e per crescere nel servizio alla vita
mediante il Vangelo e l’Eucaristia.
Per l’intercessione della Vergine Maria
e del patrono Sant’Antonio di Padova,
rendi fedele, unita e accogliente
la nostra Comunità; proteggila dal
Maligno e guidala a seminare
pace e verità, libertà e amore.
Amen

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